Cub e Sgb: “Le morti sul lavoro non sono mai
casuali”
lunedì, 4
settembre 2017, 16:17
“Le
cadute dall'alto - esordiscono - rappresentano il 30 per cento delle morti sul
lavoro e dei gravi infortuni che determinano invalidità permanenti e
invalidanti. Non c'è niente di casuale nella morte sul lavoro.
I nostri
pensieri e la nostra solidarietà sono rivolti ai due operai morti a Lucca e ai
loro familiari, ma allo stesso tempo forte è la richiesta che si faccia piena
luce sulle dinamiche dell'accaduto”.
“Urge -
proseguono - conoscere la valutazione dei rischi, le misure di prevenzione
correlate all’uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili, i fattori di
rischio, la portata e l’ inclinazione del terreno, il carico nominale, la
valutazione di interferenze, tutti elementi che dovrebbero far parte di un
documento di valutazione del rischio dalla cui analisi debbono partire le
indagini della magistratura e le valutazioni del caso. Urge inoltre conoscere
se la piattaforma fosse stata messa in commercio nel pieno rispetto sostanziale
delle rigorose procedure di sicurezza stabilite dalla "Direttiva
Macchine" e se fosse tenuta in manutenzione e verificata regolarmente da
enti abilitati, secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulla sicurezza. Urge
infine conoscere se i lavoratori vittime dell'incidente fossero stati
adeguatamente informati, formati e soprattutto addestrati sull'utilizzo della
piattaforma elevatrice, secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulla sicurezza
e dal collegato Accordo Stato/Regioni, per chi utilizza questo tipo di
attrezzature”.
“Ma la
sicurezza - incalzano - dovrebbe essere parte integrante dell'appalto, con
controlli da parte della stessa committenza, soprattutto se si tratta di enti
pubblici che in materia di salute e sicurezza dovrebbero essere da esempio. La
promozione di eventi e festival, che ormai caratterizza l'offerta culturale e
turistica dei comuni italiani, avviene troppe volte senza valutare con
attenzione le condizioni di lavoro dell'appaltatore. Spesso i capitolati
impongono tempi di realizzazione e mole di lavoro per le quali occorrerebbero
sovente più lavoratori. Ma gli appalti sono costantemente costruiti al ribasso
e a rimetterci sono gli operai, rischiando la salute e addirittura la loro
stessa vita in condizioni di lavoro ben al di sotto degli standard minimi di
sicurezza”.
“Le morti
degli anni scorsi - aggiungono - nel montaggio dei palchi per i concerti hanno
messo in luce una realtà fatta di sfruttamento e di scarse norme a tutela dei
lavoratori e della loro sicurezza. Ma ancora più gravi sono i procedimenti
disciplinari in corso contro delegati e lavoratori che pubblicamente hanno
denunciato le scarse norme a tutela della sicurezza (in aziende pubbliche e
private) per non parlare poi della depenalizzazione di numerosi reati, del
resto gli interventi del legislatore negli ultimi anni sono stati solo
funzionali ai datori di lavoro e alla loro impunità”.
“Cub e Sgb – concludono - chiedono che sia fatta piena luce e sia resa
giustizia ai due lavoratori e ai loro cari. Allo stesso tempo urge cambiare
rotta in materia di appalti perché la tutela della sicurezza non sia
considerata un optional ma un elemento irrinunciabile, al pari della
valutazione di orari e carichi di lavoro. Serve più sicurezza, basta con le
solite parole, servono fatti, gli strumenti ci sono per averne di
più, formazione a lavoratori ed imprenditori anzi "concessionari".
Servono sanzioni pesanti ai recidivi. Servono tutele per chi denuncia che non
si lavora in sicurezza, anziché rischiare il licenziamento per questo. Tutti
dobbiamo fare qualcosa in più, morire di lavoro è inaccettabile
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