ENTI BILATERALI: SE LI CONOSCI LI
EVITI
Nella
busta paga mensile di ogni lavoratore è presente una trattenuta, solitamente
rinominata “Trattenuta Ente Bilaterale”, che ha un importo che va dalle decine
di centesimi sino agli uno-due euro. E’ una piccola decurtazione al salario
(sconosciuta alla stragrande maggioranza dei prestatori di lavoro di questo
paese), che moltiplicata per ogni lavoratore a cui si applica il contratto
nazionale, integra un giro di centinaia di migliaia di euro mensili, se non oltre,
per ogni categoria. Questi capitali costituiscono parte delle risorse utili a
finanziare l’esistenza degli Enti Bilaterali. Abbiamo detto parte, perché anche
le aziende sostengono un contributo, di importo almeno triplicato per ogni
dipendente. Per darne un’idea: nel Commercio, dove esistono quasi cento Enti
Bilaterali, gli esborsi per le imprese superano i 6 milioni di euro all’anno,
ed è chiaro che sono tutte risorse sottratte alla possibilità di incrementare i
salari o gli investimenti produttivi. In concreto: gli Enti Bilaterali sono
associazioni private la cui costituzione e funzionamento vengono regolati dai
CCNL. Questi dovrebbero servire ad erogare tutta una serie di servizi ai
lavoratori, come percorsi interprofessionali di formazione continua; nuove
forme di welfare privato con cui, nella logica liberista, si vorrebbe
sostituire quello pubblico; servizi di collocamento; e, più in generale,
iniziative per promuovere rapporti di lavoro stabili e di qualità. E’ però
sufficiente confrontarsi con qualsiasi lavoratore per rendersi conto che di
tutto ciò, nei luoghi di lavoro, non si vede praticamente neanche l’ombra. E
allora a cosa serve tutto quel giro di denaro? Certamente a mantenere gli
apparati amministrativi che vi sono stati costruiti intorno, ma non solo: il
principale scopo degli Enti Bilaterali è quello di scongiurare il conflitto,
“comprandosi” i sindacati firmatari dei CCNL. Infatti, dalla gestione
paritetica delle poltrone dei consigli d’amministrazione, Cgil-Cisl-Uil e molti
altri acquisiscono ingenti entrate che gli consentono di mantenere in attivo i
propri bilanci e di far sopravvivere le loro burocrazie. Per prendere parte a
questa spartizione di poltrone e soldi è però necessario aver firmato un CCNL -
se non firmi sei fuori – e di conseguenza non è difficile comprendere perché
costoro, preoccupati di poter perdere questi privilegi, finiscano sempre per
soccombere e sottoscrivere contratti caratterizzati da intensificazione dei
carichi di lavoro ma aumenti salariali ridicoli, poche tutele e accettazione
del Jobs Act, massima flessibilità e iper ricorso a contratti precari. Così è
già avvenuto in tanti settori, ultimo per ordine di tempo, sarà quello della
Grande Distribuzione dove l’accordo per la peggiorazione delle tutele è stato
trovato immediatamente, eppure, dopo due anni, si sta ancora discutendo del
giro di soldi che dovrà stare dietro a questi enti. Inoltre, introducendo gli
Enti Bilaterali come voce dei CCNL, padroni e sindacati complici, hanno reso
obbligatorio per i lavoratori soffrire della trattenuta mensile al salario.
L’unico modo per disdirla è vedersi non applicato il CCNL, che comporterebbe
però la perdita di importanti tutele e voci accessorie del salario. In questi
ultimi decenni il capitale ha preteso e ottenuto, a colpi di austerità e
“riforme”, drastiche riduzioni dei salari, licenziamenti facili, tagli alle
pensioni e ammortizzatori sociali, disconoscimento delle basilari regole
democratiche ecc… E’ evidente che l’abbandono del conflitto ha semplicemente
costretto i lavoratori, e la società tutta, a piegarsi alle logiche del
profitto. Ciò che oggi più che mai serve ai lavoratori è quindi un sindacato
che ponga al centro della sua azione la sola difesa degli interessi dei
lavoratori, contrastando l’arbitrio e lo sfruttamento padronale, perseguendo
quell’eguaglianza sostanziale auspicata anche dalla nostra Costituzione.
Sindacati che invece hanno barattato con gli Enti Bilaterali la tutela dei
lavoratori, non solo non fanno più il loro mestiere, ma non servono più a nessuno.
Mentre la CUB, continuiamo a ricordarlo, si finanzia solo con le tessere dei
suoi aderenti, potendo restare così un sindacato autonomo e che deve rispondere
solo ai lavoratori.
ANCHE PER QUESTO, E MOLTO ALTRO,
PASSA DALLA TUA PARTE… PASSA ALLA CUB!
CUB
Trasporti
Confederazione
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