Cub Trasporti chiede dimissioni dei sindaci di Massa e di Carrara per le gravissime condizioni del tpl
giovedì, 14 novembre 2019
Si incontreranno a Firenze il 18 novembre con i vertici della Regione ma un primo incontro con l’assessore regionale Ceccarelli c’è già stato e alcuni punti sono già stati definiti. E’ Cub Trasporti a riferire che l’assessore Ceccarelli ha confermato la volontà di rispettare l’articolo 15 dell'accordo ponte in riferimento al cronoprogramma relativo alla vendita degli asset aziendali che prevede di attendere la sentenza del consiglio di stato già sottoscritto da tutti gli attori. L’assessore ha anche confermato che non ci saranno variazioni nell’investimento della regione sui trasporti pubblici rispetto allo scorso anno e che non appena la sentenza sarà depositata, procederà a firmare il contratto con il vincitore. Ceccarelli ha palesato l’intenzione di affidare il servizio con gli obblighi qualora non venissero rispettati i termini e ricordato che il contratto ponte non si può riproporre. La notizia che ha scatenato ulteriore rabbia nei rappresentanti di Cub Trasporti nei confronti di Ctt Nord, è stata però quella relativa alla sicurezza sui mezzi pubblici: la regione, secondo quanto concordato in prefettura a Firenze, ha stanziato dai 30 ai 40 mila euro per le aziende che presentano un progetto di sicurezza sui bus ma, mentre Busitalia e Tiemme hanno subito provveduto a presentare il loro progetto, Cttnord con una nota inviata all'assessorato ha comunicato di rinunciare ad inviare un progetto, quindi, di conseguenza ha regalato a Busitalia e Tiemme anche la sua parte.
“Cari sindaci di Massa e di Carrara ma vi accorgete dei disastri e dei disagi cui i cittadini sono sottoposti nelle vostre città? Studenti lasciati a piedi, mamme che arrivano tardi ai loro lavori perché costrette a portare con le proprie auto i figli a scuola pur pagando un servizio che continuano a non ricevere. Caro signor sindaco Francesco de Pasquale, invece di fare i selfie con chi non paga l’abbonamento da più da più un mese , perchè non va ai capolinea e non fa i selfie anche con gli studenti e le mamme che rimangono veramente a piedi tutti i giorni? . Perché non si assume le sue responsabilità ed interviene pubblicamente richiedendo le dimissioni di chi non sa portare avanti il trasporto pubblico locale? Cari sindaci di Massa e Carrara, perché non date le dimissioni?”. E’ questo l’attacco della lettera pubblica inviata da Cub Trasporti a Francesco De Pasquale e a Francesco Persiani, sindaci dei due comuni più grandi della provincia di Massa Carrara, in relazione alle condizioni disastrose del trasporto pubblico sul territorio provinciale.
“Dal 2012, insieme a pochi politici avevamo previsto ciò che sarebbe successo. – hanno spiegato da Cub - Quello cui ad oggi si assiste è una unificazione delle aziende che non ha portato nessun risultato positivo, ma solo disagi e promesse non mantenute. Nel frattempo assistiamo ad uno spreco di denaro pubblico per continui ricorsi ,tutti persi, e dove la cronaca di tutti i giorni dimostri come evidentemente questa governace non puo’ essere scusata , ma deve andare a casa, per non far pagare più ai cittadini le inefficienze .
L’impressione è quella di “ Dilettanti allo sbaraglio” con la differenza che non si tratta di una trasmissione televisiva ma della realtà. Ci rivolgiamo a voi politici, a voi sindaci e consiglieri comunali: siamo di fronte ad un dramma nel quale si paga un servizio che non viene fornito. Il trasporto pubblico è malato. Ma ancora vediamo una certa politica che continua a fare proclami in difesa del patrimonio nazionale pur essendo stata la principale fautrice della fusione delle società partecipate e del tradimento delle aziende nazionali.”. Cub ha contestato non tanto l’idea degli accorpamenti del servizio di trasporto pubblico nell’area vasta del nord della Toscana – nato per ridurre i costi unitari – quanto la scarsa attenzione posta sulla governance del gestore accorpato perché la fusione ha comportato la rinuncia a una parte delle prerogative nei confronti di quel servizio che non doveva in alcun modo incidere sulla qualità del servizio, come invece è accaduto. Nel mirino di Cub c’è dunque Ctt Nord che viene definita “poltronificio” utile, principalmente per promettere posti di lavoro ad ogni tornata elettorale.”
“Per noi è indispensabile un cambiamento per svolgere un servizio pubblico migliore. Con la CTT, non si cambia, non si va verso il miglioramento. – hanno concluso da Cub - Tutti i cittadini devono sapere che oggi il teatrino della politica si è rimesso in moto. Quei politici che oggi gridano per la difesa del trasporto pubblico locale , sono gli stessi soggetti che hanno dato in mano ad attori privati , anch’ essi presenti in diverse società partecipate, le nostre aziende e che quindi hanno avvallato il trasferimento di mezzi e di lavoratori e l’annullamento del controllo da parte degli enti locali sul servizio.
Il trasporto pubblico non può essere uno strumento per fare profitti, è un servizio con funzione sociale, specialmente in questo momento di impoverimento delle famiglie.”


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